:

Perché gli Egizi amavano tanto i gatti?

Shaira Lombardo
Shaira Lombardo
2025-03-09 16:07:23
Numero di risposte: 17
Gran parte di questa riverenza era dovuta al fatto che gli antichi egizi pensavano che i loro Dei avessero qualità feline. Da un lato erano protettivi, leali e nutritivi, dall'altro potevano essere combattivi, indipendenti e feroci. Pare siano queste caratteristiche a far sembrare i gatti così speciali agli occhi degli antichi egizi, la personificazione della divinità con baffi e coda, da amare e al tempo stesso temere. I mici erano così adorati che gli antichi egizi chiamavano o soprannominavano i loro figli con i nomi dei felini di casa.
Salvatore Cattaneo
Salvatore Cattaneo
2025-03-09 12:29:26
Numero di risposte: 54
Il motivo all'origine della sacralità del gatto è dovuto alla sua abilità nell'allontanare i roditori che potevano arrecare danni alle coltivazioni, e altri animali velenosi come i serpenti. Avere un gatto nelle vicinanze era quindi una gran fortuna. Gli abitanti infatti hanno gradito particolarmente l'abilità del gatto di cacciare gli animali che potessero arrecare danno ai loro campi o a loro stessi, come nel caso di serpenti velenosi. Il gatto ha rappresentato nella cultura egizia una figura particolarmente affascinante, sia per il suo essere così misterioso, sfuggente e ancora fortemente legato alla natura, sia per il suo graduale avvicinamento all'essere umano, motivo per cui questi felini hanno cominciato ad essere considerati sacri, diventando un simbolo di protezione. A testimonianza di ciò vi sono numerosi dipinti raffiguranti gatti che uccidono serpenti, e man mano che si va avanti con la storia, emergono sempre di più raffigurazioni di felini all'interno delle case che venivano accolti ben volentieri dalle famiglie. Il gatto veniva considerato come la manifestazione terrena della dea Bastet e in quanto tale una sua uccisione era considerata un reato tale da meritare la morte.
Valdo Giuliani
Valdo Giuliani
2025-03-09 11:40:48
Numero di risposte: 15
Nell'antico Egitto, i gatti erano associati a creature mistiche. La loro presenza era più di una semplice compagnia: i felini incarnavano divinità, portatori di mistero e potere. Erano considerati esseri sacri! Erano visti come guardiani e protettori delle case e delle famiglie. La presenza di un gatto in una casa era considerata un segno di buon auspicio e di protezione dagli spiriti maligni, portando prosperità alle porte dei loro padroni. Erano anche visti come simbolo di divinità e saggezza e, grazie alla loro capacità di muoversi silenziosamente, un emblema di astuzia ed intelligenza. Gli egizi vedevano nei gatti un riflesso degli dei, e veniva loro attribuita la capacità di percepire il divino e il soprannaturale.
Furio Grassi
Furio Grassi
2025-03-08 12:51:38
Numero di risposte: 15
Gli Antichi Egizi, molto probabilmente, iniziarono ad addomesticare i gatti selvatici africani per la loro utilità nella caccia ai topi. Vivendo assieme a loro quotidianamente, ne rimasero affascinati ed iniziarono ad adorarli. Il gatto venne ritenuto quindi dagli Antichi Egizi animale sacro e divino. Il gatto era sacro al Sole e a Osiride mentre la gatta alla Luna e a Iside. Gli Egizi veneravano Bastet, una divinità con corpo di donna e testa di gatta. I gatti avevano il compito di condurre gli uomini al momento della morte nell’aldilà.
Gabriella Pellegrino
Gabriella Pellegrino
2025-03-08 05:35:50
Numero di risposte: 7
Ma per gli antichi Egizi i gatti non rappresentavano soltanto degli animali da compagnia ma venivano considerati sacri tanto da ricevere dopo la morte tutti gli onori e una cerimonia funeraria… un trattamento che non aveva niente da invidiare a quello dei Faraoni! I gatti, esattamente come i sovrani, venivano mummificati e posti in sarcofagi, ovviamente a forma di gatto, per poi essere sepolti in necropoli riservata ai Mau, come venivano chiamati nell’Antico Egitto. Gli Egizi credevano che molte divinità assumessero le sembianze di un gatto per poter comunicare ai sacerdoti i loro messaggi. E in particolare una dea, chiamata Bastet, era rappresentata con un corpo di donna e la testa di gatto. Il suo culto era molto diffuso in Egitto e la dea veniva venerata perché simbolo di vita, prosperità e maternità.
Domenico Galli
Domenico Galli
2025-03-08 01:51:22
Numero di risposte: 15
Pare che ai nostri piccoli amici fossero attribuite delle qualità soprannaturali: dalla capacità di scacciare le energie negative, fino al potere guaritore e terapeutico. In breve tempo, i nostri amici a quattro zampe vennero proclamati protettori ufficiali di casa e si guadagnarono il rispetto e la riconoscenza di tutta la popolazione. I gatti acquisirono sempre più popolarità, fino a raggiungere una connotazione divina: cominciarono a comparire in molti dipinti e vennero rappresentati anche in statue destinate a monumenti funebri. Raffigurata con il corpo di donna e la testa di gatto, Bastet era la protettrice dei gatti e di chi se ne occupava, così come della famiglia, della casa, dell’amore e della fertilità. Per i seguaci di Bastet la vita di un micio valeva quanto una vita umana, se non di più.