Come educare un gatto disobbediente?

Flaviana Fontana
2025-04-03 20:26:06
Numero di risposte: 10
Bene, nel processo educativo atto a ottenere una buona partnership con il nostro gatto la punizione fisica non va mai messa in pratica! Infatti, non permette mai di raggiungere i risultati prefissati, anzi spesso crea danni aggiuntivi ai problemi già esistenti. Usando una punizione fisica verso il nostro gatto per un comportamento del nostro felino che riteniamo non corretto o dannoso, possiamo ottenere due risultati: un aumento della reattività e/o dell’aggressività, cosa assolutamente non desiderata, oppure un comportamento di evitamento e/o fuga. In pratica, in tal modo faremo associare al micio la punizione a noi e non al comportamento adottato, cosa altrettanto indesiderata.
Nella stragrande maggioranza dei casi, noi compagni di vita dei gatti non cogliamo “sul fatto” l’autore del “crimine”, quindi il micio non ha la possibilità di associare la punizione al “misfatto” stesso, ma solo ed esclusivamente al somministratore della punizione. Oppure, quello che noi giudichiamo un comportamento non corretto, in realtà, per un appartenente alla specie “gatto”, è un comportamento assolutamente naturale.
Quindi, è meglio e più utile creare condizioni sfavorevoli per il gatto a compiere quella determinata azione, se a noi sgradita. Ad esempio, per i mordicchiamenti ripetuti o eccessivi, meglio sottrarre i nostri arti alla sua azione piuttosto che punire, oppure nei continui salti sul tavolo dove stiamo mangiando, meglio porre ostacoli o oggetti in equilibrio precario, che cadano al minimo contatto, o procurare rumori forti e improvvisi, piuttosto che punire.

Artemide Esposito
2025-04-03 19:40:31
Numero di risposte: 11
È opportuno concentrare l’attenzione “sulle cose che al gattino riescono bene” piuttosto che “su ciò che sbaglia”. Lodare e gratificare il piccolo felino quando si “comporta bene”. Quando il gattino combina una marachella i famigliari possono esclamare “Ma dai … che cosa fai?” e fornire una valida alternativa. Nel caso in cui il gatto saltasse sul tavolo per osservare da vicino che cosa accade durante i pasti, possiamo proporgli di accomodarsi su uno sgabello alto appositamente predisposto.

Margherita Bruno
2025-04-03 18:51:21
Numero di risposte: 15
Occorre fare un passo indietro, riflettere e proporgli delle valide alternative.
È l’unica strada.
L’errore di fondo è quello di voler insegnare al gatto: è sbagliatissimo, e non perché il gatto non sia in grado di comprendere ciò che desideriamo o non sia in grado di mettere in atto tecniche di apprendimento.
Innanzi tutto occorre comprendere le motivazioni implicite nel comportamento in questione: una volta capito perché il gatto si comporta in un certo modo è fondamentale proporgli delle alternative.
Dovranno essere delle alternative valide agli occhi del gatto.

Cirino Riva
2025-04-03 17:57:38
Numero di risposte: 13
Innanzitutto nessuna punizione fisica. Non parliamo di punizione, ma di educazione!
Il gatto impara rapidamente a rinunciare a un comportamento se questo ha per lui conseguenze spiacevoli.
Quando il tuo gatto compie un’azione indesiderata, il modo più efficace per scoraggiarlo, senza rovinare la relazione con l’uomo, è quella di rendere quell’azione meno piacevole, ad esempio complicandola.
Oppure si può distogliere l’attenzione dell’animale da quello che sta facendo con un rumore inaspettato, come il battere le mani o facendo cadere un oggetto a terra.
Il fastidio e la sorpresa sono gli elementi essenziali interrompere un’azione indesiderata, ancor più se a questo segue la proposta di un’alternativa divertente.
Bisogna invece evitare le punizioni fisiche perché il gatto potrebbe reagire con un’aggressione o perdere la fiducia nel proprietario compromettendo la relazione.
Con il gioco è possibile educare il gattino a comportamenti corretti.